mercoledì 22 agosto 2012

Capitolo 2: Quella strana figura

Non avevo idea di cosa stesse succedendo. Il paesaggio intorno a me era completamente scomparso. Mi trovavo in una sorta di ''bolla'' di luce, e mi era impossibile uscirne poiché non c'era una zona esterna, c'era solo luce intorno a me. Non so quanto tempo rimasi là a contemplare quel fenomeno paranormale; so solo che ad un certo punto la mia contemplazione fu spezzata da una voce. Non sapevo da dove proveniva e non avrei saputo dire nemmeno se fosse maschile o femminile. So solo che le sue parole scavarono dentro di me, creando un solco che ancora oggi stento a riempire. ''Benvenuto Francisco, ti attendevo''. Ero parallizato,  ma non saprei dire perché; non ero spaventato, ma quella voce riusciva a farmi rabbrividire. ''Chi sei tu? Cos'è questo posto e perché mi trovo qui?'' Furono le domande più sensate che mi vennero in mente. ''Questo ora non ha importanza, lo capirai col tempo. L'importante è che tu ora guardi ciò che ti sto per mostare''. Appena smise di proferire parola una figura apparve di fronte a me. Era un uomo sulla trentina d'anni, vestito con dei semplici stracci, come quei barboni che si vedono in città sui marciapiedi. Mi ci volle qualche minuto per capire che la figura davanti a me era completamente immobile; non era umana, bensì era una sorta di ologramma. ''Chi è quest'uomo? Non l'ho mai visto in vita mia, che dovrei farci?'' esclamai. ''Lo capirai a breve. Non è l'unico volto che ti verrà mostrato. Io ti mostrerò molte figure, sia maschili che femminili, tutti con un qualcosa in comune: la morte''. Queste furono le ultime parole che ricordo. Un secondo dopo la luce scomparve e calò l'oscurità. Mi risvegliai all'inizio del sentiero che avevo imboccato. Volevo rendermi conto di quanto tempo fosse passato, così guardai l'orologio. Erano passati solo 15 minuti da quando ero uscito di casa, eppure il tutto mi era sembrato un'eternità. Mille quesiti affollavano la mia mente: se tutto ciò che era successo era reale o fosse tutto un sogno; se il tutto era reale cosa mi era accaduto? A cosa avevo assistito? Ben presto avrei scoperto che tutto ciò avevo sentito e l'uomo che avevo osservato erano molto più reali di quello che pensavo. Tornai subito nella mia casa in campagna; mio nonno dormiva ancora, così ne approfittai per studiare un po'. Inutile dire che non ci riuscii. Dovevo assolutamente scoprire mi era successo, ma soprattutto una cosa mi incuriosiva più di tutte, più della luce, più di quella voce asessuale: quell'uomo, quella figura. Chi era, ma soprattutto l'avrei mai incontrato? Passai ore a pensarci su finché non vidi mio nonno scendere le scale. Dopo un breve dialogo di fronte ad un gelato decidemmo di tornare a casa: Stranamente quella notte riuscii a dormire, ma il sogno che feci mi colpì profondamente. Ero di nuovo in quella bolla di luce ma stavolta non ero solo: ero circondato da persone, tutte con una maschera sul volto. Tutte erano rivolte verso di me, e tutte erano in una sorta di attesa, come se aspettassero che io facessi qualcosa. Mi svegliai con ancora il pensiero di quelle maschere; mi misero i brividi nonostante fossero inespressive. Dopo una tazza di latte decisi di scendere a fare un po' di spesa: c'era un piccolo market proprio sotto l'appartamento di mio nonno, e la maggior parte delle volte andavo lì a rifornirmi, essendo gli altri super-market molto lontani dalla nostra abitazione. Mi vestii velocemente e scesi. Mio nonno mi aveva lasciato una piccola lista con tutto il necessario da acquistare. Non ebbi nemmeno il tempo di dare un'occhiata a quella lista, poiché una cosa mi colpì e mi lasciò paralizzato. Nel market era appena entrato quell'uomo trentenne, la cui figura mi era stata mostrata solo il giorno prima da un qualcosa di soprannaturale di cui non ero ancora a conoscenza.

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